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    Variegato all’Amore – note di regia

    Il punto di partenza è il recupero del repertorio del Teatro di Rivista, dagli anni Quaranta in poi, un teatro fatto di prosa, musica e danza che trova poi la sua evoluzione, attraverso il mezzo televisivo, nel grande Varietà degli anni Settata.
    I personaggi che abitano questo luogo lontano, tentano di rimettere in scena i migliori numeri di un tempo, quando tutto era vivido e luccicante e quando il dovere di far divertire la gente era quasi una missione sociale, soprattutto in tempo di guerra.
    Variegato all’Amore non è solo un omaggio ai grandi autori ed interpreti dell’epoca, (ricordiamo Franca Valeri, Carlo Dapporto, Paolo Panelli, Bice Valori, Monica Vitti, Aldo Fabrizi, Gemelle Kessler) ma anche una rivisitazione innovativa e caleidoscopica di una grande stagione del teatro italiano. I personaggi sono artisti disorientati, che cercano la memoria di ciò che sono stati, dopo un lungo periodo passato nel dimenticatoio ed ora si ritrovano nuovamente davanti ad un pubblico. Lo spettacolo indaga ironicamente le pieghe dell’amore, nella convinzione che potersi perdere ancora in un luogo dove “ridere, ridere, ridere” abbia un significato importante.

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